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lunedì 8 aprile 2013

Chi sono io?

Dico sempre grazie perchè non pretendo nulla e non dò mai nulla per scontato... e questa si chiama gratitudine.
Chiedo scusa se sbaglio perchè non sono perfetta anzi sono orgogliosa di essere imperfetta. Sono sempre attenta a non ferire gli altri anche se gli "altri" non sono attenti con me... e questo è rispetto.
Sono forte... sono impulsiva... sono aggressiva... e poi dietro a quello che vedi ci sono io... io che mi affeziono in fretta... io che credo che ci sia sempre del buono nelle persone... io che dopo tutte le delusioni continuo a fidarmi... io che quando litigo con chi amo piango... io che per aiutare gli altri dò meno attenzione ai miei di problemi... Ecco chi sono Io.
 

martedì 2 aprile 2013

Dolci ricordi

Che bella serata questa.
Mi è accaduto qualcosa di tenero e sorprendente.
A cena ho presentato come antipasto della robiola. Mio marito non è a conoscenza di molti formaggi, ma li gusta con piacere. Sapevo di questa sua debolezza così con tanta semplicità si è tagliato una fetta di pane e si è spalmato un bel ciuffo di latticino. Con tanta sorpresa lui ha esclamato:"Maman Luise!".
Cosa? "Si, Maman Luise! Lo mangiavo sempre da piccolo!".
Che grande piacere mi ha fatto. Ha riscoperto un sapore della sua infanzia, e penso di avergli fatto un bel regalo.
Così ho fatto una ricerca su internet e ho notato che era un formaggio degli anni '80. Ho notato anche la pubblicità su youtube. Sembra strano, non ho trovato una sola foto o un articolo che parla di questo antico latticino, solo delle considerazioni su persone che lo compravano e lo gustavano a tavola, infatti ho fatto la foto con il mio iPhon ad un certo punto del filmato per potervi far capire di cosa sto parlando e condividere questa mia esperienza con voi.
Facendo delle ricerche ho letto che questo formaggio non ha avuto molto successo a fine anni '80 e inizi anni '90 per via dell'insuccesso nel mercato che ha avuto a quei tempi dove ancora non c'era la cultura del cibo e la ricerca di nuovi sapori, così molti prodotti furono aboliti dai bancofrigo dei supermercati e nei piccoli negozietti per dare spazio al classico formaggino (Susanna tutta panna) o le sottilette che accompagnavano la classica rosetta dei ragazzi davanti la tv con  i cartoni di bim bum bam.
Dopo questa bella sorpresa il discorso si è inoltrato sui vecchi sapori del passato. Infatti, ricordo che quando ero piccola mia mamma ci faceva fare merenda con un formaggio cremoso in vasetto di vetro, come la Nutella, si chiamava Dover, questo come Maman Luise ha subito il crollo della pubblicità e non attraeva l'attrazione delle casalinghe di venti anni fa.
Parlando di questi bei ricordi di sapori con mio marito si è ricordato di una novità che non ne ero a conoscenza: le sottilette al cioccolato. Ricorda che facendo visita dalla zia, in Molise, per merenda gli veniva offerto questo strano prodotto, che sinceramente mi è ignaro.
Sono prodotti con cui siamo cresciuti e che ricordiamo con piacere. Ci piacerebbe che ritornino in commercio, ma penso siano alimenti nati solo in un periodo per regalare a delle generazioni cose che in quelle attuali non possono scoprire.

giovedì 21 marzo 2013

Julia Child

 
 Le parole di Julia Childe mi danno tepore al cuore. L'ho conosciuta tramite un film, a dire il vero non sapevo dell'esistenza di questa donna, e soprattuto non sapevo che era una delle prime donne del '900 che, in tv, ha insegnato a cucinare a migliaia di persone.
 


venerdì 15 marzo 2013

Profumo di cose buone

Alle porte della primavera, dove non sembra che sta arrivando per via della pioggia, l'odore di mele è intenso e pungente avvolge la casa.
Un odore, un colore, un particolare. Spesso non ci soffermiamo su quello che riempie le giornate e, invece, sono i dettagli che fanno la differenza. Sul tavolo di cucina oggi c'era un vassoio pieno di mele rosse stark. Quando mi ci è caduto l'occhio sopra, brillavano nella luce del pomeriggio, mio marito dormiva e io cercavo quiete dal mega raffreddore che mi sta facendo vivere appiccicata all'aerosol. Ho pensato che quelle mele erano troppo belle e dovevano essere usate, impiegate in qualcosa di profumato. Venti minuti ed è venuta fuori la mia torta di mele all'antica. Così, solo per la felicità di usare delle belle mele.
la ricetta della felicità la chiamo. Un'antica ricetta tramandata da mia nonna.
Gelosissima di questo tesoro non ho mai voluto svelare la ricetta. Fin da piccola, dovevo avere 9 o 10 anni, ho sempre usato questa ricetta quando mi chiedevano di fare una torta di mele. Ricordo una sera a casa di mamma, la nostalgia fa da padrona in questo momento, girovagavo fra le stanze e mamma accortasi di questo mio vagabondaggio mi disse:"Impiega il tuo tempo, così arriva presto l'orario per andare a letto". Accettai la proposta e così di fretta in furia sbirciai fra i miei quaderni di ricette e le scartoffie abbandonate in libreria, trovai questo tesoro e da allora non riesco a farne a meno.
Fin da piccola sono stata amante di fumetti, favole e fiabe.
Tra le favole che ricordo con più affetto ci sono quelle che raccontava Nonna Papera nella collana "I racconti attorno al fuoco". E’ attorno ad un bel fuoco, infatti, che si ascoltano le storie migliori e quando il cervello è impegnato, lo stomaco non vuole essere da meno.
Ma nella fattoria di nonna Papera non c’è alcun pericolo di morire di fame.
Paperino, Paperone, Paperina e Qui, Quo, Qua, lo sanno benissimo e ogni week-end si mettono in viaggio per trascorrere il fine settimana con lei, ascoltare le sue storie e riempirsi lo stomaco con le sue ricette, la più famosa delle quali è "la torta di mele" (Ciccio, il pigrissimo aiutante di nonna Papera, lo sa bene).
Non avete mai visto la famosa torta di mele di nonna Papera riposare fumante sul davanzale di casa? Beh, io ce l’ho stampata in testa e quando sono cresciuta ho voluto riprodurla dal vivo. Non ho una fattoria in campagna e non ho davanzali che affacciano su un bell’orto, però quando il profumo fragrante della torta di mele si sparge per casa, è come trovarsi in uno dei Racconti attorno al fuoco di Nonna Papera. Nonna Papera è di solito piuttosto restia a far entrare estranei nella sua cucina, ma per "La bottega delle mie meraviglie" ha fatto un’eccezione.
Di chiaro non assomiglia alla mia torta di mele, ma alla classica torta americana "Apple pie".
Come non dimenticare la mela avvelenata della strega e matrigna cattiva di Biancaneve. Questa fiaba mi ha accompagnato e mi accompagna fino ad ora che percorro una nuova vita. Ancora tutt'ora nella mia mente le immagini della mela, che immersa nel veleno, cambia colore. L'atteso morso, l'urlo e il pomo che cade a terra con la mano priva di vita. Scene che ancora mi emozionano. Come potrei dimenticare?

sabato 2 marzo 2013

...e non arriva la primavera!

Sono rintanata nella mia cucina, di fronte, la finestra del pozzo luce, dove sto ad osservare un flebile sole con le nuvole che lo coprono.
Ma quando finirà quest'inverno?
Mi porto ancora i segni di questo freddo. Addosso ho ancora il raffreddore, strano essendo marzo. Pensavo di poter rispolverare il mio delicato pigiama di cotone, ma a quanto pare e ancora presto. Per fortuna ho mio marito che mi aiuta, fa lui la spesa e rassetta casa, non ce la farei, sono troppo debole.
Sogno di vedere dalla mia finestra il sole che invadente splende e allontana le nuvole.
Una speranza mi fa pensare alla primavera, l'arrivo di due coccinelle fra le mie piante in balcone. Mi accingo a preparare il pranzo, ed altro non m'ispira che fare una gustosa minestra o un caldo purè di patate. Coccolarsi con una pietanza che scalda il cuore, con una mano sempre pieno del mio amore e l'altra con un cucchiaio pieno di buone benedizioni culinarie.